lunedì 14 dicembre 2009

Io sarò silenzioso...


A volte sento il bisogno di silenzio.

Quando il chiacchierare continuo del mondo arriva a sommergere ogni cosa senza portare un granello di sabbia alla casa della Verità,


quando le parole non soltanto sono bugiarde e velleitarie, ma diventano un disturbo che impedisce di pensare,

quando sono arrivato al punto di non riuscire più a distinguere non soltanto qual'è la strada giusta per me, ma neanche se una strada esiste,


quando so di essere arrivato sul ciglio di un burrone e di avere di fronte a me il mare e una vertigine di vuoto, e alle spalle un vento dolce che mi spinge ad aprire le ali,

quando sento che dopo aver gonfiato e sgonfiato i polmoni di tutta l'aria del mondo non resta più niente, né il mondo né me,

allora è giunto il momento del silenzio...

domenica 15 novembre 2009

La logica della militanza

Rimango sempre sconcertato dalla capacità umana di cadere nelle trappole che vengono continuamente create dal cosiddetto "modo comune di ragionare" .

Una di queste trappole è rappresentata dall'ideologia, intesa come l'adesione ad un sistema di idee organizzato e, a suo modo, completo.

Si è mai visto un sistema di idee, anche un sistema filosofico, tanto completo e perfetto da essere assoluto? Da non essere criticabile?

I maggiori sistemi sono stati messi in discussione e da questi sono stati tratti gli elementi che sembravano migliori per costruirne di più completi e moderni: è la storia del pensiero umano.

Allora, com'è possibile abbracciare in toto un'ideologia e sostenerla senza accettare la più piccola critica, a volte fino alla morte o a quella peggiore morte dell'anima che è la violenza esercitata sugli altri?

Non è adesione razionale, non è comportamento da persone ragionevoli, ma soltanto "tifo"

Il tifo va bene come divertimento, per sfottersi tra supporters delle squadre di calcio o per portare avanti i propri beniamini, ma non per rapportarsi tra esseri umani. Qui il tifo diventa fanatismo, il fanatismo violenza e la conclusione è, nel migliore dei casi, l'impossibilità di comunicare con gli altri.

Una trappola particolare è quella della militanza, figlia dell'ostinazione ideologica, spesso di quella particolare ideologia che è la religione.

Automaticamente quando vengono pronunciate determinate frasi scatta la molla che fa chiudere occhi e orecchie, imbracciare la lancia e partire alla carica, come nei vecchi film di guerra in cui il comandante della nave dà il fatidico ordine "In assetto di combattimento!", dopo di che ognuno sa esattamente cosa deve fare. A quel punto è tutta questione di addestramento e capacità per determinare l'esito della battaglia, però non è questo il punto: il punto vero è che non c'è dialogo, e che scopo ci può essere per discutere con chi non ascolta e vuole soltanto dimostrare di avere ragione?

Nessuno, almeno visto da qui, dalla pozzanghera: le acque si intorbidiscono e ci si vede tutti meno chiaro, però poi ritornano pulite come prima, prima della lotta e di tutto il resto... Allora, perché?

domenica 8 novembre 2009

Cronache dalla pozzanghera



















Si, sono una pozzanghera,
una di quelle piccole pozze d'acqua che s'incontrano dopo una giornata di pioggia, si scansano e subito si dimenticano. Sono poco profonda, non dò fastidio, oggi ci sono e domani non ci sono più, forse.

Sopra di me soffia il vento, a volte gentile e a volte rabbioso, ma sempre le piccole onde che si formano sulla mia superficie vanno nella sua direzione: non sono come un fiume, che ha una sua corrente, la mia acqua è placida e quando il vento cessa, si calma.

Non voglio dire con questo di non essere importante, anzi, ho piena coscienza di me e della mia esistenza, e so che per l'infinità di esseri che mi abitano io sono il mondo, l'universo e dio.
Credo che si mettano anche ad adorarmi, ma come tutti gli dei non capisco le loro parole e se anche le capissi non mi importerebbero.
Nascono, vivono, muoiono, proprio come me e voi, e la relativa brevità delle loro vite è, appunto, relativa: cosa volete che sia un lampo di luce tra due infiniti abissi di buio?

Sopra di me passano le nuvole, si riflette il cielo, sorge e tramonta il sole. Ogni cosa passa e va, come le idee tra gli uomini, ma nessuna lascia il segno sulla mia superficie lucente, così come nessuna ideologia è destinata a rimanere viva per più di qualche generazione, eppure per esse gli uomini vivono e muoiono, per delle pallide immagini riflesse sulla superficie delle loro menti...

Lo so, qualcuno mi accuserà di essere qualunquista, ma una pozzanghera è una pozzanghera e basta: su di lei passano il tempo e gli elementi, ma tutto ritorna come prima.

Non come voi uomini che credete che ogni vostro pensiero resti inciso per sempre nell'universo, quando invece è meno che polvere nel vento...

martedì 7 luglio 2009

Conoscete Debora Serracchiani?



Si, certo, chi non la conosce? E' la new entry del PD, è la candidata del profondo nord-est che ha sbaragliato Bossi e Berlusconi e, soprattutto, i candidati ufficiali del Partito, quei capilista messi da Roma per trovare un posto tranquillo nella UE, sia che fosse un dorato prepensionamento come per Cofferati o un parcheggio fino al prossimo giro di giostra. Tanto si sa che la giostra gira e basta stare tranquilli e fare la coda nella fila giusta per trovare un bel posto comodo appena viene il nostro turno... a meno che...

A meno che non arrivino dei rompiscatole come lei che si permettono di dire le cose che pensiamo tutti (e prima tra tutte che il Re è nudo) per fare esplodere l'assemblea, ottenere in extremis una candidatura agli europei e stracciare tutta la concorrenza, come si accennava sopra.

Certo, non lo ha fatto da sola: ha saputo mettere insieme uno staff di persone capaci che l'hanno supportata, ha saputo sfruttare le enormi potenzialità dei moderni mezzi di comunicazione, è riuscita ad uscire dall'anonimato e ad imporsi all'attenzione generale come persona capace di parlare chiaro e diretto, come persona in grado di fare politica senza ricadere nel politichese, come persona che non ha paura a dire che un grande, democratico, partito non può essere ostaggio di minoranze interne che giocano di sponda con gli avversari.

Ci vuole sintesi, infatti, ma una volta che la sintesi è ottenuta chi non vuole accettare la linea del Partito può anche andarsene fuori, senza problemi.
Semplice, no? Provate a dirlo a D'Alema, allo stesso Veltroni o ai tanti notabili incollati alla loro poltrona.

Non la faccio più lunga: a me il discorso del 21 marzo mi ha fatto venire i brividi. Chi non l'ha ascoltato lo faccia e forse si spiegherà per quale motivo 144.000 italiani nel solo nord-est abbiano avuto fiducia in lei.

giovedì 28 maggio 2009

Caro diario...




... ti deve sembrare strano che ti scriva, visto che non l'ho mai fatto e che tu non esisti, vero?

Il fatto è che come tu ben sai io non amo il passato, lo considero quando va bene un po' stantio, scialbo, come quelle foto sbiadite di tanti anni fa, e quando va male addirittura ingannatore, vampiro di sentimenti ed energie, antro oscuro che dovrebbe essere cassa di risonanza e occasione di giochi ed invece man mano che passano gli anni si riempie di spettri dolorosi e di inutile ciarpame. Stando così le cose mi chiederai per quale motivo voglio disturbare la pace della tua non esistenza...

Vedi, l'occasione è stata l'incipit di quel tuo omonimo film di Moretti, che mi è venuto alla mente oggi, ma la sostanza è invece un lungo vagabondare tra i boschi di Portofino, che mi ha portato dalla vetta fino al mare attrverso i cespugli di ginestre in fiore e i pini che profumavano forte, scaldati come erano dal sole. Scendendo dal cielo nel mare, letteralmente, nel silenzio interrotto soltanto dalle cicale mentre la sera scendeva e le lampare solcavano l'acqua tranquilla, mi è venuto da pensare a quegli anni fantastici e terribili, quegli anni che ho attraversato senza mai riuscire a credere veramente in qualcosa mentre tutti gli altri erano pieni di certezze, assolute e indiscutibili.

Oggi, rivedendo quel film e l'autocritica dei primi minuti, mi è venuto in mente che non era affatto vero che non credevo in niente, che ero vuoto dentro, inguaribilmente scettico. Avevo solo poca fantasia, credevo in valori già all'epoca un po' desueti e oggi scomparsi, ignorati in questo Paese in cui, come dice il FT, stiamo ballando mentre scivoliamo lentamente verso l'abisso. Valori semplici, riconosciuti istintivamente e fondati sul rapporto tra le persone, la sincerità, l'intensità, la coerenza, la ricerca, il rispetto per la sofferenza e la solidarietà tra esseri umani, non politica ma diretta, perché la condizione sociale o il colore ci può allontanare ma non appena si soffre si ritorna tutti uguali.

Valori, riflettevo mentre tornavo a Genova con il vaporetto, la mano abbandonata nell'acqua, valori in cui credo ancora e che sono fuori tempo oggi più di ieri, ma che almeno esistono e mi consentono di guardarmi allo specchio senza esaltazioni e con tranquillità.

Si, lo so, caro diario, anche loro, gli altri, quelli che allora credevano e urlavano e poi si sono riconvertiti chi nella destra e chi nel privato, anche loro si mettono davanti al vetro, spesso addirittura compiaciuti.

Ma vedi, quello non è uno specchio: è la televisione.

Angelo

venerdì 27 marzo 2009

Cronache di Narnia


Wow, che paura!

Per un momento ho temuto che, sommerso dalle critiche dei rosso-verdi, Berlusconi avesse rinunciato al suo progetto di cementificare l'Italia... e invece ville e villette si possono ampliare lo stesso, per fortuna!

Si, lo so, a costruire legalmente non c'è lo stesso gusto che a farlo di nascosto e poi condonare, ma un amico mi ha fatto notare che in fondo è come pensare di fare un condono a priori e gratis... e ha ragione lui. Per i condomini non si può fare niente, pazienza, ma tanto lì non avevo grandi possibilità, avrei potuto solo allungare il balcone, ma il venti per cento di sessanta metri quadrati è pochino, e poi si sa che le liti condominiali finiscono volentieri a coltellate... meglio lasciar perdere.

Qualche precisino (e qui ce ne sono!) mi farà notare che la villa non ce l'ho, ma a questo posso ribattere facilmente: me la compro! E non una villa qualsiasi, ma quella dei miei sogni, Villa Altachiara a Portofino, che hanno messo in vendita da un po'.

Capitemi, non è che io ce l'abbia con gli altri posti, l'alta Brianza o il Polesine saranno anche bellissimi ma sono troppo scomodi per raggiungere il lavoro ogni giorno! Anche Portofino non è vicinissimo, ma in villa c'è l'eliporto e l'amico Silvio mi ha già detto che quando verrà lì mi darà volentieri un passaggio, se lo faccio posteggiare e gli pago la benzina... E poi volevo comprarmene uno anch'io, di elicottero, magari un po' più piccolo, sfruttando la rottamazione della mia Uno del '92 e un po' di punti della COOP (a proposito, me ne potete imprestare qualcuno?).

Mi sono fatto già i conti: la villa costa sui 34 milioni, forse perché dicono che porti un po' sfiga. Facendo un mutuo al 100% dovrei trovarmi a pagare circa il triplo, diciamo 100 milioni, a spanne. Se rimborsassi 10.000 euro all'anno riuscirei ad estinguere il mutuo in diecimila anni, ma avrei la casa disponibile subito e se la usassi come abitazione principale potrei scalarmi l'importo dalle tasse per tutto il tempo... visto che vantaggi? Speriamo solo che non ci siano troppi lavori da fare.

Per le pulizie? Io pensavo già di utilizzare quei robottini che si usano per farci giocare il gatto, come si chiamano, quelle specie di bilance che però aspirano e lavano la casa... ne comprerei un centinaio e li lascerei liberi di girare per le stanze... tanto quando sono stufi ritornano alla loro base.

Certo, mi direte, perché proprio Villa Altachiara? Perché è un sogno e ai sogni non si comanda. Io posso anche trombare con la vicina di casa, ma sognare sogno la Bellucci... Si, lo so che Monica non mi considererebbe neanche, anzi, dovrei stare attento a non farmi pestare dai suoi quindici centimetri di tacchi, ma che ci volete fare, il sogno è sogno, per la realtà va bene anche la vicina, che poi sognerà di scopare con Brad Pitt o George Clooney ma si deve accontentare di me, e in fondo qualche scintilla la facciamo pure, insieme.

Che c'entra Narnia in tutto questo? Niente, o forse tutto: chi ci governa continua a dire che viviamo in una favola di Paese, mentre in realtà questo è il paese delle favole: vedete che in fondo tutto si riduce alla questione del grande pennello o del pennello grande?

lunedì 5 gennaio 2009

Cyrano by Guccini...

video

Ditemi chi di voi non ci si riconosce!

Venite pure avanti, voi con il naso corto,
signori imbellettati, io più non vi sopporto,
infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio
perchè con questa spada vi uccido quando voglio.

Venite pure avanti poeti sgangherati,
inutili cantanti di giorni sciagurati,
buffoni che campate di versi senza forza
avrete soldi e gloria, ma non avete scorza;
godetevi il successo, godete finchè dura,
che il pubblico è ammaestrato e non vi fa paura
e andate chissà dove per non pagar le tasse
col ghigno e l' ignoranza dei primi della classe.
Io sono solo un povero cadetto di Guascogna,
però non la sopporto la gente che non sogna.
Gli orpelli? L'arrivismo? All' amo non abbocco
e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!

Facciamola finita, venite tutti avanti
nuovi protagonisti, politici rampanti,
venite portaborse, ruffiani e mezze calze,
feroci conduttori di trasmissioni false
che avete spesso fatto del qualunquismo un arte,
coraggio liberisti, buttate giù le carte
tanto ci sarà sempre chi pagherà le spese
in questo benedetto, assurdo bel paese.
Non me ne frega niente se anch' io sono sbagliato,
spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato;
coi furbi e i prepotenti da sempre mi balocco
e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!

Ma quando sono solo con questo naso al piede
che almeno di mezz' ora da sempre mi precede
si spegne la mia rabbia e ricordo con dolore
che a me è quasi proibito il sogno di un amore;
non so quante ne ho amate, non so quante ne ho avute,
per colpa o per destino le donne le ho perdute
e quando sento il peso d' essere sempre solo
mi chiudo in casa e scrivo e scrivendo mi consolo,
ma dentro di me sento che il grande amore esiste,
amo senza peccato, amo, ma sono triste
perchè Rossana è bella, siamo così diversi,
a parlarle non riesco: le parlerò coi versi, le parlerò coi versi...

Venite gente vuota, facciamola finita,
voi preti che vendete a tutti un' altra vita;
se c'è, come voi dite, un Dio nell' infinito,
guardatevi nel cuore, l' avete già tradito
e voi materialisti, col vostro chiodo fisso,
che Dio è morto e l' uomo è solo in questo abisso,
le verità cercate per terra, da maiali,
tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali;
tornate a casa nani, levatevi davanti,
per la mia rabbia enorme mi servono giganti.
Ai dogmi e ai pregiudizi da sempre non abbocco
e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!

Io tocco i miei nemici col naso e con la spada,
ma in questa vita oggi non trovo più la strada.
Non voglio rassegnarmi ad essere cattivo,
tu sola puoi salvarmi, tu sola e te lo scrivo:
dev' esserci, lo sento, in terra o in cielo un posto
dove non soffriremo e tutto sarà giusto.
Non ridere, ti prego, di queste mie parole,
io sono solo un' ombra e tu, Rossana, il sole,
ma tu, lo so, non ridi, dolcissima signora
ed io non mi nascondo sotto la tua dimora
perchè oramai lo sento, non ho sofferto invano,
se mi ami come sono, per sempre tuo, per sempre tuo, per sempre tuo...Cirano